
La Galleria Christian Stein inaugura il suo sessantesimo anno di attività (1966-2026) presentando Vertex, la seconda personale in galleria di Jason Martin (Jersey, Gran Bretagna, 1970), artista visivo che vive e lavora tra Londra e l’Alentejo portoghese.
Il progetto espositivo ruota attorno a un nucleo di sei imponenti opere pittoriche a olio su alluminio, appositamente realizzate per l'occasione, alle quali si aggiungono due grandi quadri a tecnica mista su alluminio.
La pratica di Jason Martin si fonda su un rapporto diretto e fisico con il materiale. L’artista applica il colore utilizzando anche strumenti non convenzionali – spatole, lame, pettini industriali – che gli consentono di incidere, pettinare e modellare la superficie pittorica con una gestualità quasi scultorea. Si generano così campiture cromatiche vibranti, attraversate da trame ritmiche che catturano la luce e ne moltiplicano le variazioni percettive. L’estetica di Martin si distingue per una palette di colori intensi e di straordinaria luminosità, in perfetta armonia con la luce degli spazi della galleria affacciata sul parco di Palazzo Cicogna. Gli ampi dipinti a parete si rivelano fortemente suggestivi non solo per le loro inconfondibili cromie, ma anche per i titoli, che spesso evocano una dimensione mitologica o spirituale - come Alethia, Tantra, Virgo.
Le opere di Jason Martin si collocano su una doppia soglia: tra pittura e scultura, per il loro pronunciato impatto materico e tridimensionale, e tra astrazione e paesaggio. Pur muovendosi all’interno di un linguaggio astratto, le superfici sembrano infatti alludere a orizzonti o flussi naturali, restituendo una percezione quasi atmosferica dello spazio. Un astrattismo che guarda e al tempo stesso supera l’espressionismo di Franz Kline e il modernismo di Robert Ryman, riferimenti fondamentali studiati dall’artista alla Goldsmiths University di Londra.
Con questa mostra, la Galleria Christian Stein affianca agli artisti storici che ne hanno segnato l’identità una ricerca dedicata ad artisti contemporanei di rilievo internazionale che, partendo da media tradizionali della storia dell’arte – come la pittura nel caso di Jason Martin –, ne rinnovano profondamente il linguaggio.
La mostra sarà inoltre accompagnata da un testo critico di Sergio Risaliti.
Cenni biografici
Jason Martin (Jersey, Gran Bretagna, 1970) si è affermato sulla scena internazionale con la mostra Sensation: Young British Artists from the Saatchi Collection (Londra, 1997). In seguito ha esposto in importanti istituzioni museali, tra cui CAC Málaga ed Es Baluard di Palma (2008), Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (2009), Fine Art Society di Londra (2010) e SCHAUWERK di Sindelfingen (2017), ottenendo significativi riconoscimenti in occasioni come la Liverpool Biennial of Contemporary Art (1999) e la European Biennial of the Visual Arts di La Spezia (2000). La sua ricerca è stata inoltre presentata in ampi progetti espositivi internazionali, come London Calling. British Art Today. From David Hockney to Idris Khan (Fundación Bancaja, Valencia, 2021). Le opere di Martin, inoltre, fanno parte di numerose e prestigiose collezioni museali.

Jason Martin con Virgo (2025), un'opera a olio su alluminio appositamente realizzata per la mostra alla Galleria Christian Stein. Foto Dave Morgan

Jason Martin,Tantra, 2025, olio su alluminio, 160x130x10 cm